Scoprire l’Italia da un banco: le vie alternative dell’offerta italiana partono dal Molise.

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“Sapere di non sapere è già un sapere in sé”, concetto chiaro quanto veritiero e più che mai calzante per un professionista o studente di gestione dei sistemi turistici che dall’aula di un corso, decide di avventurarsi in territori inesplorati.

Lasciarsi meravigliare è il motto d’ordine per chi sceglie il proprio o altrui viaggiare come banco di crescita personale e scambio di saperi ed esperienze.

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Ed è con grande meraviglia infatti che anche io, assieme ad una ventina di colleghi provenienti da tutta Italia,  ho affrontato un percorso di studi Master in management del turismo e social media marketing Sesef , svoltosi a Roma a Marzo.

Saldamente ancorata all’utilizzo del web, grande porta sul mondo, ho navigato per la nostra amata penisola, analizzandone terre inesplorate e scoprendone, non senza qualche dolore, le incredibili potenzialità.

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Il Molise, terra ancora poco conosciuta,  si è subito posto al centro della nostra attenzione.

L’ Accoglienza famigliare dei paesini che ne costellano territorio, lo distingue tra le regioni Italiane per esclusiva garanzia di semplicità e autenticità !

Paesaggi tipici, come la morgia e i calanchi , conformazioni geologiche  a lui peculiari, si aprono sui cieli tersi di una lunga e fresca stagione primaverile alle porte e lo rendono a mio avviso, un luogo davvero speciale da scegliere, soprattutto se ami lo sport . Un’occasione davvero per provare il cicloturismo, poiché è a primavera che rinverdiscono i tratturi: antichissime vie d’erba battuta che intersecano i rigogliosi boschi su cui è possibile pedalare anche in famiglia , infatti le  pendenze sono variabili!E le vie d’acqua, i fiumi Trigno e Biferno, ci sorprendono perfino con meravigliose cascate lungo il loro percorso!

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5 aree protette, divise tra Parco Nazionale, Riserve Naturali Statali e Oasi attendono i visitatori con molte sorprese. Tra queste ultime ad esempio, L’Oasi Lipu di Casacalenda: che sogno perdersi tra le farfalle, nei sentieri adornati dalle rosse bacche del corniolo! Tra le specie protette del territorio troviamo il rarissimo Giglio rosso e  la Scarpetta di Venere, rara specie di orchidea che fiorisce a Giugno e Luglio, presente solo in poche zone della Riserva MAB. I bei faggi, specie alborea anch’essa in estinzione ombreggia i sentieri fino alle coste. Le spiagge del Molise ti riserveranno sorprese non meno sbalorditive: vi arrivano anche i delfini e vi fanno le regate!

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L’offerta eno-gastronomica soddisfa ogni palato: salumi accompagnati da vini pregiati, piatti di carne di capra ed agnello allevati a km zero, e per i vegetariani, i deliziosi formaggi dai sapori decisi, come la scamorza, o il delicato il tartufo , sono solo alcune tra le prelibatezze regionali da gustare!

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L’arte, l’architettura e il folklore sono un patrimonio culturale inestimabile! Le molte sagre e festival estivi sono esperienze uniche: I festival dei Misteri di Campobasso a Giugno; la tartufata di Miranda e la festa del grano, a Luglio; l’Eddieland jazz festival ad Agosto che si svolge dentro il suggestivo Castello Pignatelli a Monteroduni ad Isernia sono da non perdere! Altri luoghi non meno pittoreschi, sono Castello di Capua, e l’abbazia di San Vincenzo al Volturnosolo. Interessante il Museo della memoria contadina a Casalciprano – Campobasso e da non dimenticare, meta di studi etno-musicologici , è la mostra permanente di Cornamuse a Scapoli ad Isernia. 

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L’inizialmente citato “dolore nella scoperta” è infatti dovuto al fatto di appurare che per contro all’infinita variabilità dell’offerta regionale , essa rimanga nell’ombra.

Le cause sono riconducibili a molte ragioni , dalla frammentarietà della legislazione turistica italianache spesso ostacola il fiorire di iniziative meritevoli , alla limitatezza della capacità di comunicazione degli organi competenti che spesso trascurano, in termini di operatività, il fruire di informazioni vitali e imprescindibili al prosperare del settore che necessita di uno sguardo innovativo, che si volga sì agli intrinsechi elementi regionali in un’ottica però internazionale e dinamica.

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Ad esempio lo sapevate che in Molise si può viaggiare con ogni mezzo e in totale sicurezza? Soprattutto abbiamo evidenziato che il Molise dispone di ben 75 aree di sosta parcheggio di cui 33 attrezzate camper. Ciò darebbe slancio a quel tipo di turismo “green” e felice di campeggiatori liberi, avventurosi, attenti all’ambiente che ben attecchisce nell’immaginario consolidato dei Paesi nordici, i quali, come ben dimostrato, sono particolarmente  predisposti a grandi viaggi su camper perfettamente attrezzati per tutta la  spesso numerosa famiglia.

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A tal proposito, per rendere impeccabilmente sicuro il viaggio coi bimbi , va sottolineato  che in Molise si trovano dislocati sul territorio ben 6 ospedali , 170 farmacie e 28 parafarmacie.

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Non c’è motivo quindi per non passare dallo studio all’azione , e nel tuo caso, dalla lettura alla prenotazione…parti in Molise e regalati un viaggio originale, salutare e meraviglioso, svolto in tutta sicurezza e ormai l’abbiamo capito, all’insegna del divertimento “green”!

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WANDERLUST

CIAO A TUTTI!

Bentornati su Wanderlust…wanderlust significa “voglia di meravigliarsi, stupirsi; essere sorpreso; domandarsi, chiedersi” ed è l titolo che ho scelto per questo blog per proseguire con voi il mio viaggio: dal’India, a Venezia

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Moltissime cose son successe dal mio ritorno: cambi casa, coinquilini, traslochi e l’intenso lavoro all’esposizione Biennale…ma le ispirazioni che ho raccolto durante la mia permanenza in India le porto con me. Certo la cosa richiede uno sforzo non indifferente: dalla vacanza alla quotidianità, dalla pace delle spiagge del Karnataka al trambusto incontrollabile dei turisti di questa città, dal sole tropicale alla nebbia lagunare, nonchè dal lavoro volontario a quello …obbligatorio…non semplice!

Ma qui arriviamo al punto: finalmente ho un lavoro che posso amare, …certo, dopo aver tentato un nuovo espatrio verso la Germania per lavorare in una gelateria e raccogliere i soldi necessari all’inizio di questa mia piccola impresa…che avventura anche quella! Ora sono una Consulente per Viaggiare , in pratica un agente di viaggi intitolata da CartOrange, un’agenzia web…bellissimo ed entusiasmante novità: ho il mio sito (mai avuto prima! che antiquata!) e le mie proposte viaggi (uau!), ecco, finalmente la creatività posso sprigionarla non solo con l’arte, ma col più metodico, cervellotico, sistematico puntellare di fogli e documenti, contratti e biglietti, operativi voli da spulciare e offerte viaggio da studiare…sembra impossibile? No non lo è, dopo aver letto e riletto ” lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”di Pirsig (grazie a Nick e i coinquilini per la scelta del meraviglioso regalo!) posso affermare che si può trarre infinito godimento anche da ciò che può solo apparentemente sembrare banale, quasi noioso…no le cose non stanno così.

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Accenniamo all’episodio tedesco: son capitata tramite un’agenzia interinale in uno sperduto paesino a nord-ovest di Dusseldorf, eremo sperduto senza collegamenti per la città-per nessuna città!-, e il mio progetto di unire l’utile al dilettevole, cioè imparare meglio il tedesco in una scuola mentre mettevo via un gruzzolo, bhe, si è dissolto all’istante, rimpatrata nuovamente nella bella laguna, ho respirato un poò di rigenerante sodio sul lungomare del lido e …ho mosso mari e monti per trovare un’altro lavoro in Italia! Non serve che vi descriva l’epica impresa…dopo anni di saltelli tra co.co.co e co.co.pro  non saprei dire ora se sia stata la competenza, le referenze  o la fortuna a farmi trovare un prezioso modesto posticino stagionale in un evento collaterale dell’esposizione Biennale, come guardiasale, a fare cick col contapersone è vero, ma ho avuto tempo per pensare… e ho raggiungere il mio piccolo sogno, vederlo realizzare, avere una piccola attività mia, ma sempre in rete con altri “pesciolini” del web e ora abbraccio questa nuova esperienza con una sfida ufficiale: viaggiare per far viaggiare, conoscere per far conoscere, comprendere per far comprendere …cosa? Bhe forse solo qualcosa in più dell’anima della gente. Ecco perchè queste sono avventure spirituali…avventure spirituali di un agente in viaggio…perchè di viaggiare non si smette mai.

Il Viaggio è una metafora, un percorso, un pezzo di vita, ovunque tu sia…e se questo è un lavoro nuovo quindi… eccome se non è un viaggio!

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I colleghi  veterani mi hanno avvisato però: è una giungla! “Andrai incontro a raggiri e delusioni, e dovrai motivarti sempre!” Colto… certo che dovrò trovare le mie strategie per gestire le situazioni più irritanti, problema comune a molti commercianti però!

Questo sarà il mio modo per farlo: un blog privato , un diario che mi esponga a critiche e commenti e su cui riportare gli insegnamenti – spirituali, possiamo dirlo?- che gli ostacoli che incontrerò strada facendo mi porteranno. Pare noioso? Può darsi…ma conoscete Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta? Ancora no? Se non avete letto questo libro vi consiglio assolutamente di farlo! Ma vi faccio solo un piccolo esempio… ho appena avuto notizia che un potenziale cliente per cui ho lavorato due giorni per preparare una vacanza in Sri Lanka ha deciso di prenotare altrove, il medesimo servizio per i medesimi prezzi nonostante fossimo d’accordo di sentirci in giornata per fermare i voli…qual’è l’insegnamento? Che la correttezza fa la differenza in termini di qualità, poco importa da che parte stai, cliente o venditore. E’ importante sapersi relazionare con una certa etica per non incrinare i rapporti, con gli altri, e con sè stessi. Ecco lo zen…eh bhe…non avevo per le mani una motocicletta ma pc e fogli…ma il concetto è quello!

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Il cliente l’ho sentito vagamente pentito, un minimo rimorso deve essergli scaturito, …probabile che gli passerà ogni turbamento una volta atterrato in Sri Lanka, vero, ma la tacita lezione c’è stata forse anche per lui…personalmente  dovrei solo ringraziarlo per la faccenda giacchè mi ha insegnato qualcosa no? Che devo essere più insistente e pressare i clienti ( mmmpf…vocina perfida…no… non è nel mio carattere) o forse, semplicemente, mi ha insegnato che devo attendere ancora perchè essi si fidino ciecamente della mia competenza. Quella non si può metterla in dubbio, ma va comunque meritata…col tempo.

Si dice che solo gli stolti non abbiano dubbi, quindi… c’è molto da imparare, ogni giorno, e un agente di viaggio in viaggiospirituale potrebbe scoprire molto di sè e del mondo mentre svolge la sua

professione! Che dite? Ci credete? Io sì!

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Quindi avanti tutta, trovate la mia presentazione completa su www.cartorange.com/valentinapoli -about me- …  troverete anche l’itinerario del mio ultimo viaggio, quello che ha ispirato gli articoli precedenti …e ora pensiamoci,  il prossimo articolo sarà sulla scoperta delle comunità elfiche italiane, sulle peripezie nell’eremo sperduto in Germania, sulle sfide turistiche a Venezia nella la bella laguna assediata, o sulla straordnaria esperienza vissuta in Egitto mentre lavoravo con la rivoluzione intorno tra un tuffo in apnea e l’altro? Bhe cliccate like sui post , consigliatemi il vostro argomento preferito e…buona lettura! Anzi…buon Viaggio!

Valentina Poli

Consulente per viaggiare

www.cartorange.com/valentinapoli

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Viaggio nel Gusto

Pronto il meta menu per questa sera!

Brisé integrale con patate, broccoli e formaggio; gnocchi fatti in casa, lasagne radicchio e zucca, vellutata con verdure di stagione -a km 0- ; dessert ciocco-caffé ispirato ai Do’ mori di Venezia e un digestivo esotico per concludere questo viaggio esperienziale nel sapore e nella cultura del territorio!

Ogni piatto è ispirato a una diversa realtà locale… piccolo contributo di partecipazione per autofinanziare i progetti di atelier Elianto…

#Casad’artista a S. Marta è già aperta e vi aspettiamo qui tutto il giorno con la mostra Personale di Favaretto Zefferino sorseggiamo un buon the prima della cena!

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Sadu Yoga Caste. Note personali sulle tradizioni

SULLE CASTE

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Ashlisha mi parla delle caste in breve, dice chenon sono affatto scomparse: l’intero sistema sociale indiano si basa su una struttura esistente da millenni: accademici, guerrieri, mercanti , contadini e allevatori e, infine, i servi e intoccabili.

Il cognome stabilisce l’origine di un uomo, una cicatrice millenaria che riaffiora ogni volta in cui si debba compilare un documento ufficiale, ed è comunque talmente vincolata al cognome che talvolta non servirebbe nemmeno dichiararle nulla.

Poco importa se di generazione in generazione i tuoi avi si siano poco a poco creati una posizione migliore, passando magari da servi a contadini e poi da guerrieri ad accademici . poco importa che ora tu, giovane indiano, medico o professore, sei seduto sulla tua scrivania a compilare moduli per iscrivere tuo figlio a scuola: la sua casta comparira’ sempre.

Quali gli effetti? Per l’ignoranza di alcuni possiamo ben immaginare le discriminazioni.

 Molti luoghi e’ vero, per fortuna cercano di eliminare questo preconcetto. Il National Istitute of Naturopathy , ad esempio istituito da Gandhi ad esempio, non chiede la casta : il grande Mahatma ha sempre combattuto perchè tale usanza fosse abbandonata. Ma il governo attuale ancora non molla e anche la nostra piccola Accademia nel villaggio rurale, essendo una scuola riconosciuta dal governo, pretende che venga segnata sui documenti di iscrizione, con gran dispiacere dello staff della DGS.

Tra amici certo non se ne parla, non mi sono mai sognata di chiedere la casta a nessuno dei miei conoscenti, ne tra loro ne parlano mai, e’ una sorta di tabù nelle conversazioni, ma non nei documenti ufficiali.

SULLE TRADIZIONI

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Le tradizioni esistono eccome!

in India e bisogna stare a volte attenti a distinguere il buono dal marcio, specialmente perche’ sono molti i mercanti di frottoleche  intrattengono rapporti con stranieri in cerca di quella sacra spiritualita’ di cui tutta l’India sembra pervasa.

Ma ad esempio i sadu, uomini saggi di preghiera che vivono meditando e bussano porta a porta per chiedere offerte in cambio di una preghiera, esistono, ma molti di loro sono uomini di malaffare che han capito come schivare i controlli della polizia con un travestimento ! Alcuni hanno gli occhi grandi ma l’aria trasandata, i capelli arruffati e la fronte rosso porpora, e  con lunghe tuniche arancioni vendono previsioni sul futuro e chiedono denaro contante.

Un vero sadu non ti chiedera’ mai denaro, ma offerte in cibo, e non cercherà di compiacerti prevedendo per te il più roseo e prospero dei futuri. “Il suo compito e’ pregare e meditare”, mi dice Nanjari , uno dei ragazzi che collabora con noi.

Tutto qui e l’offerta di cibo al sadu è essa stessa un gesto benedetto, poiche’ mantiene  in vita un gruppo di persone dedite alla preghiera e alla vita spirituale. Ma se un sadu vi proporra’ di pagarlo 300 rupie per una buona lettura, e di storie di tali incontri ne ho sentite, bhe semplicemente non e’ un sadu  , ma un mercante.

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Medesime osservazioni potrei fare per certi Ashram, che prevedono pagamenti altissimi per il soggiorno e i relativi corsi di meditazione. Purtroppo sono spesso quelli che lavorano bene sulla propria promozione oltreoceano , come quello di Osho per dirne uno, e attirano molti clienti.

Il Resort di Osho qui a Pune, che io preferirei chiamare resort e non Ashram, oltra ai costi spropositati di listino, richiede anche di fare un test HIV, per scongiurare la presenza del virus all’interno delle sue mura. Un atteggiamento ridicolo e discriminante, come se per meditare fosse necessario, e dovuto alla cattiva reputazione che ha raccolto in India dopo aver spopolato tra gli Hippies e gli anarchici in America ben propensi a rompere le tradizioni della borghesia per bene: sull’onda della spiritualita’ new age e cavalcando il periodo della liberalizzazione dei costumi sessuali, e’ diventato presto un luogo alternativo ( e  ben remunerativo) dove diffondere un bel melange di insegnamenti spiritual chic perfettamente incalzanti la ricerca mistica di molti hippis. La realtà è che qui in India e’ considerato  alla stregua delle molte sette, descritto come “poco autentico” e in generale molto mal visto. Effettivamente questo tipo di luoghi e strutture , lungi dal tentativo di mediare tra culture differenti, sono pensati per gli occidentali e sono ben distanti dal concetto stesso di vita yogica e ashram piu’ autentici, e affatto introvabili, anzi.

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Oltre al Naturopatic Center di Gandhiji in Taliwada Road che offre uno spazio per la meditazione e lo yoga, ho da poco iniziato a frequentare un corso di Yatri yoga che propone un bel percorso di meditazione e kriya  yoga  basato sugli insegnamenti di un guru riconosciuto e amato, la cui tradizione e discendenza e’ piu’ tracciabile. E per poche rupie, libri economici o addirittura a offerta libera in questo ashram  accettano proposte di volontariato per supportare i soggiorni durante i quali meditare , in luogo tranquillo, immerso nella natura non lontano da Pune. Una vera e propria comunita’ spirituale aperta a tutti dove stanno crescendo anche molte famiglie. Il corso e’ bello e accessibile e spero mi permettera’ di indagare e riflettere su uno dei temi sospesi della mia tesi in Tamil Nadu sulla relazione Maestro /Discepolo nella pratica delle tradizioni spirituali indiane.

Son partita con la danza e ora approdo allo yoga, e sara’ una bella scoperta.

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Field work -Lavoro sul campo #volontariato #progetti #esperienzenuove

Il rientro a Pune dopo le vacanze non e` certo dei piu` semplici…anzi, appena arrivata agli uffici dell` associazione i due ragazzi che collaborano come volontari al progetto di Human Design si presentano con ben 50 interviste gia` fatte nella slum (aka bidonville), ma anche con molti dubbi su come stia andando questo progetto!

Dubbi che non posso che condividere! 60 interviste son molte , certo, ma servono davvero come modello su una popolazione approssimativamente censita di…. di 15.000 abitanti??? Anche io, come loro  ho l’impressione che tutto questo gran da farsi serva piu` a dare un buon motivo esistenziale a un qualche lontano designer europeo che a cambiare in meglio , e concretamente, l`esistenza di un  bisognoso, qui nella slum … il focus del progetto e` quello di ricevere indicazioni dalla popolazione e in 3 mesi di pianificazione , secondo George, l`ideatore del progetto nonche` quello colui che ci generosamente mette i  propri fondi (1000 euro) vorrebbe concludere la produzione in….3 mesi…

Sarebbero appena necessari a fare un decente indagine di campo, nemmeno contemplata nella traccia del progetto iniziale, per arrivare a una conclusione…e lui vuole assolutamente finire in tre mesi. Aiuto!!!

Siamo tutti d`accordo che e` un assurdita`accidenti…ma lui è tosto e un gran motivatore…Joel l’ha soprannominato Spritual Guru…strano ..per un tedesco in India! Decido di aggregarmi : oggi e mi addentro nella slum.

I viottoli sono strettissimi in cemento e pietrae le case al primo piano piu` che piccole, probabilmente pochi metri quadri per un intera famiglia di 5,6, 7 persone; a volte sono apparentemente decenti, dipinte di azzurro e altri colori pastello, con un terrazzo a balaustra bianca prima della porta d’ingresso e scale a pioli per accedere, ma quelle al piano terra sono sconcertanti: composte da una stanza soltanto di forse 10 metri quadri ospitano famiglie anche piu` numerose. Vi si si trovano sempre un armadio di ferro,un letto e un vano o piccolo ripiano per cucinare interno, o dei semplici forneli appoggiati a terra, ma nemmeno sempre: qualche famiglia si rivolge ai vicini per cuocere i cibi; ad un angolo della casa c’e un piatto doccia scoperto, viene usato dalle donne per la toilette. Uomini e bambini si lavano fuori, e ogni slum ha tre o piu’ latrine pubbliche , per lo piu’ inutilizzate perche’ vanno tutti a fare i bisogni lungo il fiume: le latrine sono sporche, puzzolenti e spesso poco illuminate. All’uscio di casa c`e` un quadrato di cemento a terra, accanto al tubo dell`acqua corrente (in questa slum per fortunaarriva l`acqua corrente) e viene usato dalle donne per lavare i panni e  le vettovaglie a terra. Solo gli uomini dormono sul letto, a terra sul tappeto o la stuoia donne e bambini. E` il particolare piu` sconcertante, assieme al fatto che spesso, in questa miseria, si trovano tv digitali ben sistemate a muro…muro inconsistente, fatto di mattoni e coperto di lamine di latta accatastate alla meno peggio. Quando arriva il monsone la casa collassa, le famiglie sono costrette a spostarsi ai piani di sopra e dividere ancor piu` angusti spazi con i vicini, o si spostano nelle scuole pubbliche autorizzate all`accoglienza piu` agibili, o comunque dove capiti di avere un tetto solido  proteggere dalla pioggia. Qualcuno in quell`occasione raccoglie i pochi averi e la preziosa tv, le sposta e ripone da qualche parte mentre l`acqua spazza via il resto e fa collassare la ~casa~ che poi, ad ogni inizio stagione viene ricostruita,  ora capisco perche` senza troppa cura: tanto collassera` comunque al prossimo monsone. Nelle slum accolgono volentieri l`idea di rispondere a qualche intervista, e ne raccogliamo una decina. I ragazzi son felici che io sia la` con loro, anche se non parlare il maharathi , la lingua locale, non mi permette di fare le interviste di persona, ma il solo fatto di averli accompagnati li rincuora , visto che nel web dedicato a quasto progetto molte persone partecipano a distanza, pubblicando articoli vari, ma nessuno si e` interessato o proposto veramente per la parte `sporca` del lavoro , cioe` questa delicata indagine sociale…Joel e` tornato pocchi giorni fa e gli ho esposto tutti i dubbi. Ora sta a lui capire cosa comunicare a George e render chiara l`idea di avere tempistiche troppo pretenziose per l e effettive esigenze d`approccio umanistico richiesto dal suo progetto di design…` tutta la statistica dei dati viene fatta a mano…anche questo onere a Joel che nonostante l`inscalfibile entusiasmo e l`incredibile professionalita`che mette in tutto cio` che fa, comincia` ad avere uno sguardo meno ingenuo e  piu` critico … Io quindi continuo a dipingere le stanze della cresce : vedere i bimbi piu` contenti e le insegnanti piu` motivate mi da` moltissima felicita` e soddisfazione; anche Gas, il sirettore del reparto foundraising si complimenta e mi porta  a conoscere un luogo qui a due passi dall`ufficio, molto speciale, e` il naturopatic Center, un istituto di ricerca e diffusione della medicina naturopatica e non solo; ha la particolarita` di esser stato istituito da Gandhiji in persona, il suo busto e` l’unica statua o immagine di guru presente, in un angolo del giardino, accanto alla stanzetta, con un letto un comodino e due telai per la tessiturta del cotone, utilizzata da lui quando veniva qui a ritirarsi e riposarsi. Il centro a quanto pare e` ancora gestito come lui ha indicato: i prezzi sono bassissimi e non c`e` discriminazione di casta , cosa che affligge infece la piu` parte delle istituzioni indiane, come scopriro` poi .  Dipingo con altri volontari che si uniscono per l`occasione, e mi interesso a un` altra ricerca, dando il mio supporto solo in fase di creazione del questionario, questa volta con Ashlisha, la direttrice diell`associazione. Il questionario e` un indagine sul villaggio rurale accanto alla scuola, ed e` veramente dettagliato, ma l`indagine deve ancora partire e Ashlisha mi chiede consiglio per aggiungere qualche osservazione e riformularlo con una struttura la piu` semplice e fluente possibile. In realta` trovo che il mio intervento e` appena piu` che superfluo: il questionario e` molto ben fatto e grazie, ma  questa collaborazionescopro molti altri dettagli interessanti sulla cultura indiana…

Surfing India #Buonanno #Tendenze #Oceanlife

Le vacanze son passate in fretta, e il viaggio alla scoperta del mondo del surf ha rivelato piacevoli sorprese. Il mercato del surf, kajak, paddling, kitesurf e vari sport da spiaggia e’ stata un esplosione recente e i centri di ritrovo per gli appassionati dell’Oeano fioriscono un poo ovunque, dalle affollate spiaggie del Goa alle lagune selvagge del Karnataka fin alla costa orientale dell’Orissa. Son partita con un amico che organizza campeggi sportivi nella natura, e durante i molti festival musicali, gite trekking e soggiorni a bordo spiaggia imparare a stare in piedi sulla tavola e rilassarsi in luoghi non turistici. Infatti siamo presto arrivati a Udupi, in un luogo che si chiama Kodi Bengre, dove in una lingua sottile di foresta tropicale, larga appena 100 metri tra l’oceano e  le lagune del karnataka, sorge un piccolo villaggio di pescatori di case basse e colorate che si intravedono tra le palme. I questa punta di sabbia e giungla tropicale si puo’ seguire l’arco  del sole dondolando comodamente dalla stessa amaca, e dall’alba al tramonto, vederlo sorgere fresco fresco tra le mangrovie dei canali per tuffarsi nell’oceano rosso come una pesca verso sera .Passiamo i primi giorni in ritiro tra le onde e i falo’ con amici a Kodibengre presso il Shaka Surf Club per poi risalire verso nord, lo stato Ex Colonia portoghese che attrae turisti un po’ da tutta l’India e non solo.  La strada che costeggia l’Oceano in risalita verso Goa e’ sempre e’ meravigliosa, Vikrant guida l’auto senza sobbalzi e  singhiozzi per almeno 5 ore, e con una colonna sonora un po’ hippie scelta per l’occasione atrraversiamo il verde Karnataka ponte dopo ponte per arrivare con Nick Drake al tramonto a Goa. Qui di sobbalzi e singhiozzi ce ne sono parecchi. E’ Natale e sembra che tutta l’India abbia preso la medesima strada per Arambol. ero stata qui 7 anni fa e mi ricordavo un luogo tranquillo se non proprio pacifico, con pochi ristoranti, negozi e qualche economica guest house, e invece, vuoi per il galoppante sviluppo dello Stato, vuoi anche solo semplicemente perche’ e’ periodo di ferie, il posto e’ saturo e caotico. Per fortuna il leit motiv del viaggio e’ il surf, e quindi arriviamo felicemente al Vaayu Surf Club, a dieci minuti dall’affollata Arambol, su un ansa di sabbia bianca che si apre sull’oceano, chiamata Ashvem Beach, anch’essa abbracciata dai canali verdi delle lagune interne. La spiaggia e’ grande e pulita, lo staff locale se ne occupa ad apertura di stagione, e qui nel piccolo resort e centro sportivo di Vaayu (poche stanze e 5 tende tepee bianchi, le tende dei nativi americani, alte e spaziose e graziosamente arredate) Io decido di fermarmi nt continua il suo viaggio di lavoro per organizzare altri campeggi in zona. Continuo con discreta soddisfazione le mie lezioni di surf, le onde son piu’ grandi qui ma l’istruttore e’ ben attento e riesco presto a star in piedi sulla tavola…che realizzo non esser affatto la parte piu’ difficile. Tutta la concentrazione e la fatica stanno nel risalire le onde controcorrente , fin dove l’acqua e’ alta e piatta,senza farsi male, l’oceano arriva con forza e vedersi sbattere addossso la tavola e’ un attimo, poi si resta in serena allerta, galleggiando sull’acqua, ad attendere guardando dietro la spalla l’increspatura all’orizzonte, e prepararasi per “acchiappare” l’onda al momento giusto, cioe’ quando arriva in tutta la sua potenza per spigere la tavola verso riva. Questione di due o tre secondi al massimo posizionarsi in traiettoria… li’ e’ poi questione di pochi istanti di grandissimo spasso…ed equilibrio! Ad ogni modo si finisce quasi sempre gambe all’aria in acqua ed e’ parte del divertimento ovviamente! Sebbene il surf preveda di stare SOPRA l’acqua e non sotto, bhe direi che se non piace stare sott’acqua , non e’ uno sport adatto a chi  non piace stare sott’acqua …devo considerare che anche fare apnea e’ un enorme punto a favore…specie se l’onda ti sorprende con particolare vigore travolgente, sempre bene restare immersi a fondo qualche istante in più e lasciare che i vortici di schiuma bianca passino oltre trascinando via la tavola,  a rischio di prendersi una seria botta in testa!

Focus sui progetti #educational #teambuilding #teamwork

Entriamo nel vivo dei progetti…la prima stanza dell’asilo e’ quasi completamente ridipinta e decorata e ora ne mancano altre due, i bambini sono entusiasti e anche le loro tate…sara’ nulla ma rendere piu’ dignitoso il dormitorio mi e’ sembrata un’idea semplice fattibile, immediata anche se ci hanno messo un po’ a capire dove mettere i bambini in quelle tre ora pomerididane di restauro … devono tenerli tutti e 30 in una stanza, un piccolo disagio necessario, il risultato c’e’ e il lavoro ha coinvolto altri 4 volontari entusiasti di seguirmi in questa colorata avventura. Ma il passo piu’ importante e’ stato fatto con George e Joel, per il progetto di Human design. L’idea e’ quella di seguire un modello propositivo per l’ideazione di un progetto di manifattura-design-ingenieria che risolva un problema importante nella slum. E’ un progetto supportato da un ente tedesco. George ne e’ il referente e’ Joel si caricato l’onere di organizzare i volontari che partecipano, tra cui anche studenti universitari in intership, e pare tutto molto complesso e strutturato…tranne questo modello da seguire per arrivare a capire i bisogni della comunita’ della slum. Il centro del processo sta nel permettere alla comunita’ stessa di proporre un design, in base a un problema che deve essere trasferito a noi, ma questo processo di individuazione richiede molto tempo e…qualche tecnica che i ragazzi con solide basi di management e ingenieria non hanno… In pratica manca la ricerca etnografica di campo! Loro non sanno cosa sia e quindi ho guadagnato molto rispetto analizzando gli aspetti problematici che George aveva indicato…ora abbiamo un questionario che i volontari useranno, costruito eliminando tutti i termini accademici e ridondanti, un canovaccio di intervista che servira’ ad estrarre la problematica piu’ urgente da analizzare con un secondo giro di interviste. Sto coordinando con Joel il lavoro e ne siamo entusiasti poiche’ abbiamo competenze molto diverse e ci stiamo insegnando moltissimo l’un l’altro. E’ un lavoro molto impegnativo che ci occupera’ tutto Gennaio, l’esperienza migliore e’ stata superare lo scetticismo reciproco …un team vincente e’ un team di persone assolutamente diverse e complementari …e ora sappiamo che dobbiamo fidarci di piu’ gli uni degli altri e affrointare le discussioni e i disaccordi. Joel ha anche preso in mano, suo malgrado, il progetto delle toilet eco-friendly per la scuola nel villaggio e soprattutto quello del sistema di igienizazzione dell’acqua e di irrigazione da trasferire prima alla scuola e poi ai contadini dei terreni circostanti, idea che gli pare piu’ urgente ed facilmente realizzabile in pochi mesi.Ma per me Gennaio sara’ anche il mese dell’arte perche’ Delphine un insegnante di musica francese che collabora con DGS mi ha coinvolto in un workshop di educazione all’ascolto musicale e sensoriale per i bambini del villaggio rurale e due cari amici artisti di Pune Hrishikesh, il ballerino e Varun, il percussionista, ci siam proposti di organizzare un workshop per adulti che nella migliore delle prospettive potra’ diventare una performance/classe aperta come mini evento di foundraising…per supportare l’acquisto dei materiali per risitemare l’asilo…insomma tutto si incastra ma prima del gran lavoro il centro chiude due settimane e io decido di raggiungere un amico in un meraviglioso ed “esclusivo” del karnataka. Si parte per Udupi…