Field work -Lavoro sul campo #volontariato #progetti #esperienzenuove

Il rientro a Pune dopo le vacanze non e` certo dei piu` semplici…anzi, appena arrivata agli uffici dell` associazione i due ragazzi che collaborano come volontari al progetto di Human Design si presentano con ben 50 interviste gia` fatte nella slum (aka bidonville), ma anche con molti dubbi su come stia andando questo progetto!

Dubbi che non posso che condividere! 60 interviste son molte , certo, ma servono davvero come modello su una popolazione approssimativamente censita di…. di 15.000 abitanti??? Anche io, come loro  ho l’impressione che tutto questo gran da farsi serva piu` a dare un buon motivo esistenziale a un qualche lontano designer europeo che a cambiare in meglio , e concretamente, l`esistenza di un  bisognoso, qui nella slum … il focus del progetto e` quello di ricevere indicazioni dalla popolazione e in 3 mesi di pianificazione , secondo George, l`ideatore del progetto nonche` quello colui che ci generosamente mette i  propri fondi (1000 euro) vorrebbe concludere la produzione in….3 mesi…

Sarebbero appena necessari a fare un decente indagine di campo, nemmeno contemplata nella traccia del progetto iniziale, per arrivare a una conclusione…e lui vuole assolutamente finire in tre mesi. Aiuto!!!

Siamo tutti d`accordo che e` un assurdita`accidenti…ma lui è tosto e un gran motivatore…Joel l’ha soprannominato Spritual Guru…strano ..per un tedesco in India! Decido di aggregarmi : oggi e mi addentro nella slum.

I viottoli sono strettissimi in cemento e pietrae le case al primo piano piu` che piccole, probabilmente pochi metri quadri per un intera famiglia di 5,6, 7 persone; a volte sono apparentemente decenti, dipinte di azzurro e altri colori pastello, con un terrazzo a balaustra bianca prima della porta d’ingresso e scale a pioli per accedere, ma quelle al piano terra sono sconcertanti: composte da una stanza soltanto di forse 10 metri quadri ospitano famiglie anche piu` numerose. Vi si si trovano sempre un armadio di ferro,un letto e un vano o piccolo ripiano per cucinare interno, o dei semplici forneli appoggiati a terra, ma nemmeno sempre: qualche famiglia si rivolge ai vicini per cuocere i cibi; ad un angolo della casa c’e un piatto doccia scoperto, viene usato dalle donne per la toilette. Uomini e bambini si lavano fuori, e ogni slum ha tre o piu’ latrine pubbliche , per lo piu’ inutilizzate perche’ vanno tutti a fare i bisogni lungo il fiume: le latrine sono sporche, puzzolenti e spesso poco illuminate. All’uscio di casa c`e` un quadrato di cemento a terra, accanto al tubo dell`acqua corrente (in questa slum per fortunaarriva l`acqua corrente) e viene usato dalle donne per lavare i panni e  le vettovaglie a terra. Solo gli uomini dormono sul letto, a terra sul tappeto o la stuoia donne e bambini. E` il particolare piu` sconcertante, assieme al fatto che spesso, in questa miseria, si trovano tv digitali ben sistemate a muro…muro inconsistente, fatto di mattoni e coperto di lamine di latta accatastate alla meno peggio. Quando arriva il monsone la casa collassa, le famiglie sono costrette a spostarsi ai piani di sopra e dividere ancor piu` angusti spazi con i vicini, o si spostano nelle scuole pubbliche autorizzate all`accoglienza piu` agibili, o comunque dove capiti di avere un tetto solido  proteggere dalla pioggia. Qualcuno in quell`occasione raccoglie i pochi averi e la preziosa tv, le sposta e ripone da qualche parte mentre l`acqua spazza via il resto e fa collassare la ~casa~ che poi, ad ogni inizio stagione viene ricostruita,  ora capisco perche` senza troppa cura: tanto collassera` comunque al prossimo monsone. Nelle slum accolgono volentieri l`idea di rispondere a qualche intervista, e ne raccogliamo una decina. I ragazzi son felici che io sia la` con loro, anche se non parlare il maharathi , la lingua locale, non mi permette di fare le interviste di persona, ma il solo fatto di averli accompagnati li rincuora , visto che nel web dedicato a quasto progetto molte persone partecipano a distanza, pubblicando articoli vari, ma nessuno si e` interessato o proposto veramente per la parte `sporca` del lavoro , cioe` questa delicata indagine sociale…Joel e` tornato pocchi giorni fa e gli ho esposto tutti i dubbi. Ora sta a lui capire cosa comunicare a George e render chiara l`idea di avere tempistiche troppo pretenziose per l e effettive esigenze d`approccio umanistico richiesto dal suo progetto di design…` tutta la statistica dei dati viene fatta a mano…anche questo onere a Joel che nonostante l`inscalfibile entusiasmo e l`incredibile professionalita`che mette in tutto cio` che fa, comincia` ad avere uno sguardo meno ingenuo e  piu` critico … Io quindi continuo a dipingere le stanze della cresce : vedere i bimbi piu` contenti e le insegnanti piu` motivate mi da` moltissima felicita` e soddisfazione; anche Gas, il sirettore del reparto foundraising si complimenta e mi porta  a conoscere un luogo qui a due passi dall`ufficio, molto speciale, e` il naturopatic Center, un istituto di ricerca e diffusione della medicina naturopatica e non solo; ha la particolarita` di esser stato istituito da Gandhiji in persona, il suo busto e` l’unica statua o immagine di guru presente, in un angolo del giardino, accanto alla stanzetta, con un letto un comodino e due telai per la tessiturta del cotone, utilizzata da lui quando veniva qui a ritirarsi e riposarsi. Il centro a quanto pare e` ancora gestito come lui ha indicato: i prezzi sono bassissimi e non c`e` discriminazione di casta , cosa che affligge infece la piu` parte delle istituzioni indiane, come scopriro` poi .  Dipingo con altri volontari che si uniscono per l`occasione, e mi interesso a un` altra ricerca, dando il mio supporto solo in fase di creazione del questionario, questa volta con Ashlisha, la direttrice diell`associazione. Il questionario e` un indagine sul villaggio rurale accanto alla scuola, ed e` veramente dettagliato, ma l`indagine deve ancora partire e Ashlisha mi chiede consiglio per aggiungere qualche osservazione e riformularlo con una struttura la piu` semplice e fluente possibile. In realta` trovo che il mio intervento e` appena piu` che superfluo: il questionario e` molto ben fatto e grazie, ma  questa collaborazionescopro molti altri dettagli interessanti sulla cultura indiana…

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