Surfing India #Buonanno #Tendenze #Oceanlife

Le vacanze son passate in fretta, e il viaggio alla scoperta del mondo del surf ha rivelato piacevoli sorprese. Il mercato del surf, kajak, paddling, kitesurf e vari sport da spiaggia e’ stata un esplosione recente e i centri di ritrovo per gli appassionati dell’Oeano fioriscono un poo ovunque, dalle affollate spiaggie del Goa alle lagune selvagge del Karnataka fin alla costa orientale dell’Orissa. Son partita con un amico che organizza campeggi sportivi nella natura, e durante i molti festival musicali, gite trekking e soggiorni a bordo spiaggia imparare a stare in piedi sulla tavola e rilassarsi in luoghi non turistici. Infatti siamo presto arrivati a Udupi, in un luogo che si chiama Kodi Bengre, dove in una lingua sottile di foresta tropicale, larga appena 100 metri tra l’oceano e  le lagune del karnataka, sorge un piccolo villaggio di pescatori di case basse e colorate che si intravedono tra le palme. I questa punta di sabbia e giungla tropicale si puo’ seguire l’arco  del sole dondolando comodamente dalla stessa amaca, e dall’alba al tramonto, vederlo sorgere fresco fresco tra le mangrovie dei canali per tuffarsi nell’oceano rosso come una pesca verso sera .Passiamo i primi giorni in ritiro tra le onde e i falo’ con amici a Kodibengre presso il Shaka Surf Club per poi risalire verso nord, lo stato Ex Colonia portoghese che attrae turisti un po’ da tutta l’India e non solo.  La strada che costeggia l’Oceano in risalita verso Goa e’ sempre e’ meravigliosa, Vikrant guida l’auto senza sobbalzi e  singhiozzi per almeno 5 ore, e con una colonna sonora un po’ hippie scelta per l’occasione atrraversiamo il verde Karnataka ponte dopo ponte per arrivare con Nick Drake al tramonto a Goa. Qui di sobbalzi e singhiozzi ce ne sono parecchi. E’ Natale e sembra che tutta l’India abbia preso la medesima strada per Arambol. ero stata qui 7 anni fa e mi ricordavo un luogo tranquillo se non proprio pacifico, con pochi ristoranti, negozi e qualche economica guest house, e invece, vuoi per il galoppante sviluppo dello Stato, vuoi anche solo semplicemente perche’ e’ periodo di ferie, il posto e’ saturo e caotico. Per fortuna il leit motiv del viaggio e’ il surf, e quindi arriviamo felicemente al Vaayu Surf Club, a dieci minuti dall’affollata Arambol, su un ansa di sabbia bianca che si apre sull’oceano, chiamata Ashvem Beach, anch’essa abbracciata dai canali verdi delle lagune interne. La spiaggia e’ grande e pulita, lo staff locale se ne occupa ad apertura di stagione, e qui nel piccolo resort e centro sportivo di Vaayu (poche stanze e 5 tende tepee bianchi, le tende dei nativi americani, alte e spaziose e graziosamente arredate) Io decido di fermarmi nt continua il suo viaggio di lavoro per organizzare altri campeggi in zona. Continuo con discreta soddisfazione le mie lezioni di surf, le onde son piu’ grandi qui ma l’istruttore e’ ben attento e riesco presto a star in piedi sulla tavola…che realizzo non esser affatto la parte piu’ difficile. Tutta la concentrazione e la fatica stanno nel risalire le onde controcorrente , fin dove l’acqua e’ alta e piatta,senza farsi male, l’oceano arriva con forza e vedersi sbattere addossso la tavola e’ un attimo, poi si resta in serena allerta, galleggiando sull’acqua, ad attendere guardando dietro la spalla l’increspatura all’orizzonte, e prepararasi per “acchiappare” l’onda al momento giusto, cioe’ quando arriva in tutta la sua potenza per spigere la tavola verso riva. Questione di due o tre secondi al massimo posizionarsi in traiettoria… li’ e’ poi questione di pochi istanti di grandissimo spasso…ed equilibrio! Ad ogni modo si finisce quasi sempre gambe all’aria in acqua ed e’ parte del divertimento ovviamente! Sebbene il surf preveda di stare SOPRA l’acqua e non sotto, bhe direi che se non piace stare sott’acqua , non e’ uno sport adatto a chi  non piace stare sott’acqua …devo considerare che anche fare apnea e’ un enorme punto a favore…specie se l’onda ti sorprende con particolare vigore travolgente, sempre bene restare immersi a fondo qualche istante in più e lasciare che i vortici di schiuma bianca passino oltre trascinando via la tavola,  a rischio di prendersi una seria botta in testa!

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