Arrival #happybirthday #Firstglance #Primosguardo

Ok. Arrivati. L’odore forte del cardamomo mi punge le narici già in aereoporto. E’ piacevole è l’aria è calda. E’ la terza volta che son qui , abbastanza per sapere che troverò i pre paid taxi fuori dall’aereoporto e preso atto che il tassista mandato dall’NGO non si trova proprio faccio spallucce, salgo sul mio pre paid taxi a prezzo concordato e inizio il transfer destinazione Pune, un po’ più a sud. Sono ancora troppo felice e forse ancora un po’ ubriaca per la serata appena trascorsa a casa a Venezia: 32 appena compiuti. Festa fantastica grazie agli amici. Ma negli ultimi 5anni lo avevo completamente dimenticato il caotico traffico indiano, le baracche delle slum e l’odore irrespirabile che ti attraversa parte per parte, le catapecchie coperte di slogan commerciali che servon chai e vendon dolci e frutta secca a ogni angolo, il tintinnio dei carri nel caos, cani randagi al bordo delle strade che brulican come vacche. E vacche, sparse qua e là, e poi quelle donne ,che tra i rifiuti raccolgon utile spazzatura da rivendere altrove, e i volti velati delle musulmane, i sari colorati delle indiane, i molti turbanti e copricapo degli uomini, ognuno col suo profondo significato accanto l’ostentata brillantina nei capelli di altri, freschi di barbiere,;e i bimbi in divisa color pastello che vanno a scuola; i bimbi senza divisa. Altri cani. Altre vacche. E’ il 5 Dicembre ed è l’alba a Bombay . Ma non sipuò dire che Bombay sia già sveglia, perchè in realtà Bombay non dorme mai. Il giovane tassista comincia ad arrampicarsi nel traffico suonando il clacson in continuazione, come chiunque altro intorno, istruito di portarmi fino alla guest house. Superata la periferia il grigio smog di Bombay si dipana e finalmente vediamo il cielo chiaro e le alture del Maharashtra si lasciano guardare dal finestrino tra i giganteschi pannelli pubblicitary che propongono “real estate and properties” a prezzi imbattibili. Arriviamo alla guest house solo a mezzogiorno senza riuscir ad evitare un tamponamento con una cadillac celeste. Finalmente arrivo a quella che sarà la mia casa per un po’. Faccio conoscenza con nonna Aunti, e con le donne cuoche della casa, una piccola guest house a gestione famigliare dove, mi dicono, vivono altri volontari; poi c’è c’è Aketa, la nipotina in visita che si matte subito a disegnare col mio tablet appena glielo mostro; è entusiasta della novità: la corrente in casa va e viene e ora non può più guardare la tv; son felice di vedere che oltre al tablet apprezza anche foglio e matite così tra un disegno e l’altro mangio con Aketa il mio primo pasto indiano, con le dita ovviamente, promettendole che può usare il tablet quando avremo finito di mangiare tutta la frutta servita dalla nonna. Funziona. La finisce e nonna Auntie se ne va contenta. Verso sera arrivano anche Joe ed Elizabeth, ceniamo insieme e discutiamo sui possibili progetti della Deep Greeha society. Elizabeth è canadese, ha 23 ani ed qui da qualche mese ormai , oltre ad aiutare l’ufficio rispondendo alla posta mail sta preparando delle canzoni di Natale con i bimbi della scuola del villaggio. Joe è un trentenne olandese, anche lui arrivato oggi tra immancabili avventure di traffico e tassisti, è ex-coordinatore di progetti per un NGO in Inghilterra ma vuole rigiocarsi l’esperienza qui, consapevole di quanto possa esser tutto profondamente diverso. Siamo entrambi d’accordo che sia necessario visitare i vari progetti prima di proporre utili ma inattuabili idee, non pertinenti al posto, dobbiamo impegnarci a saperne di più sulla cultura indiana, la posizione della donna della società, la struttura delle caste ancora vigente, le diverse e rispettive esigenze del tessuto urbano cittadino e di quelle dei villaggi rurali. Sono punti da discutere per trovare un compromesso collaborativo. Pensiamo che supportare i sistemi locali qualora non funzionanti significhi aggravare i problemi, ma proporre soluzioni o progetti apparentemente geniali senza aver tentato di capire i pre-esistenti rischia di trasformare qualsiasi proposta teorica in un ridicolo e totale disastro. Ci diamo un paio di settimane di orientamento prima di stendere un programma preciso e stabilire dove e come esser utili quindi…Aspettiamo domani….

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